domenica 3 settembre 2017

Letteratura per l’infanzia, i grandi classici, Barrie James Matthew


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Barrie James Matthew, scrittore scozzese (1860-1937) era ottavo di nove figli di poveri tessitori. A sei anni fu segnato dalla perdita del fratello maggiore David, tredicenne, in un incidende mentre pattinava sul ghiaccio. A otto anni fu allontanato dalla famiglia per studiare e si laureò in legge ad Edimburgo. Nel 1882 si trasferì a Londra, lavorò come giornalista, romanziere e commediografo, sposò un attrice ma non ebbero figli e lo lasciò. Fu ammirato da Stevenson, Wilde, Carroll e Donan Doyle con il quale scrisse la sua prima commedia. Nei giardini di Kensington, portando a spasso il cane, conobbe Sylvia Davies e i suoi quattro figli, divvennero molto amici e passarono una vacanza insieme inventando giochi e fantastiche avventure e per loro, inventò la storia di Peter Pan. Alla precoce morte dei genitori dei ragazzi, Barrie li adottò. Morì a Londra nel 1937 donando tutti i diritti editoriali e teatrali di Peter Pan all’Ospedale per bambini di Great Ormond Street.
Peter Pan appare per la prima volta nel 1902 in “L’uccellino bianco” un volume che raccoglieva i racconti che narrava ai piccoli Davies, nel 1904 nacque la commedia “Peter Pan, il ragazzo che non voleva crescere” un vero trionfo, e dalla commedia trasse i romanzi : “Peter Pan nei giardini di Kensington” (1906) e “Peter Pan e Wendy”(1911).
ALTRE OPERE
Margaret Ogilvy, 1894, biografia della madre – Sentimental Tommy, 1896, autobiografia spirituale – Marie Rose, 1920, una bambina condannata a non crescere.
Opere teatrali : The Admirable Chrichton, 1902 – What Every Woman Knows, 1908
Riassunto di Peter Pan (e Wendy)
Peter si reca spesso a Londra, dove ascolta nascosto dietro la finestra aperta Mary Darling, una mamma che ogni sera racconta bellissime storie ai suoi tre figli per farli addormentare: Wendy, John e Michael. Una notte Peter, dopo aver ascoltato la storia di Mary, come sempre vola via. Ma, ormai lontano, si accorge di non aver più con se la sua ombra. La ritrova, dunque, a casa Darling, ma per recuperarla fa molta confusione e sveglia Wendy che lo aiuta a ricucirsi l’ombra ai piedi e, scoperto che a Pete piaciono le storie, gli confida di saper raccontare le favole quasi bene quanto sua madre.
Peter invita Wendy e i suoi fratelli ad andare a Neverland a raccontare storie ai bimbi smarriti, quei bambini che, dopo essere caduti dalla culla per una distrazione dei genitori o delle tate, non vengono più cercati dalla loro famiglia.
I fratelli Darling si fermano a lungo a Nerveland, dove vivono incredibili avventure con indiani,  pirati, sirene, fate,  e con il terribile Capitano Uncino terrorizzato dal coccodrillo che gli ha mangiato un mano.
Sebbene la vita a Neverland sia libera e spensierata un giorno Wendy comincia a ripensare ai suoi genitori e alla sua vita di prima e capisce che non è giusto impedire ai suoi fratelli di crescere normalmente.
Wendy è dunque decisa a tornare a Londra e lei e i suoi fratelli decidono di portare con sé tutti i bimbi sperduti - che infatti adottati dalla famiglia Darling - e anche Wendy, che in precedenza sarebbe voluta tornare con Peter a Neverland, capisce di voler crescere con i suoi fratelli.
Così Peter è costretto a tornare a Neverland da solo, ma promette a Wendy che si rivedranno.
Passano molti anni e il romanzo si conclude con il ritorno di Peter da Wendy, ormai adulta e madre di una giovane, Jane. Peter, che è stato assente dalla casa di Wendy per lungo tempo, si sente tradito poiché Wendy l’ha sostituito con un’altra bambina. Chiede così a Jane di fargli lei da madre.
Il finale del romanzo, dunque, è amaro. Wendy, infatti, sa che è destino di ogni essere umano crescere e lasciare i propri cari e spera che Peter, attraverso Jane, possa restare legato alla sua famiglia e ai suoi nipoti, per non restare mai solo.


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